La ricetta delle Tigelle e dello Gnocco fritto


Dettagli

Difficoltà:
3
Tempo:
Nutrizione (per porzione)

Calories: 0 kcal

P: 0g | F: 0g | C: 0g
Uomo
Uomo
(Man)
Calories
Carbs
Fats

Donna
Donna
(Woman)
Calories
Carbs
Fats

Allergeni Presenti
Glutine (Gluten)

Le tigelle sono deliziose sia come antipasto che come piatto unico accompagnato, magari, da un po’ di insalata di stagione. Se le volete preparare vi dovete procurare: farina, lievito di birra, olio d’oliva e sale. Ecco la ricetta tradizionale delle tigelle e dello gnocco fritto fornita dal nostro lettore "Giovanni" da Buttapietra (VR)!

Ingredienti

  • Farina di grano tenero - 1kg
  • Lievito di birra (o lievito naturale) - qb
  • Un cucchiaio d’olio di oliva (in passato si utilizzava il burro o la panna)
  • Sale fino - 2 cucchiaini
  • Acqua - quanto basta per un impasto morbido tipo pane

Ricetta tigelle e gnocco fritto

Si impastano tutti gli ingredienti e si lascia lievitare per circa 2 ore.
A questo punto si staccano pezzetti di impasto e si formano delle palline di circa 4/5 cm di diametro.
Nel fare le palline, rimpastare come si dovessero fare dei panini.
Una volta finito di fare le palline, stendere con un matterello per ottenere dei dischi di circa 7/8 cm.
Il problema a questo punto è la cottura, in mancanza degli appositi strumenti che i nostri artigiani producono appositamente, la soluzione migliore è procurarsi 2 teglie con una piccola differenza di misura (quelle per le lasagne) che possano essere incastrate l’una nell’altra.
A questo punto si pongono sul fuoco a riscaldare, con la cotenna del prosciutto, si ungerà la parte interna della più grande e il fondo della più piccola.
Si porranno i dischetti fatti in precedenza sul fondo della grande e si inserirà la più piccola.
In questo modo le crescentine o tigelle, avranno sopra e sotto il metallo rovente.
Fare attenzione alla cottura, vanno rigirate spesso e saranno cotte quando la superficie prenderà un color miele carico e la crosta avrà una certa consistenza.
A questo punto verranno tagliate a metà in modo da ottenere due dischi e su uno dei due si spalma un pesto fatto da lardo o pancetta, battuto a coltello fino ad ottenere una crema assieme ad aglio e rosmarino.
Una spolverata di parmigiano reggiano e buon appetito.

Si possono anche mangiare con gli affettati o i formaggi.
Non male neppure con il coniglio o il pollo alla cacciatora.

Con lo stesso impasto delle tigelle, le nostre mamme facevano il gnocco fritto, stendevano l’impasto lievitato con il matterello fino ad ottenere uno spessore di 1/2 cm, poi con il coltello tagliavano dei rombi di pasta che veniva fritta in abbondante strutto e olio. Una volta dorati, si consumavano con salumi o formaggi.

Nota del team di Italian Taste

Impossibile calcolare l’apporto nutritivo perchè la farcitura è molto variabile e le quantità degli ingredienti dipendono dai gusti personali.

Un po’ di storia

La Tigella montanara o crescentina, ha origine nel territorio del Frignano, in provincia di Modena, ed era in origine la colazione dei contadini.

Qual è il vino giusto ?

Il vino che viene abbinato in modo classico alla tigella o allo gnocco fritto è il Trebbiano di Romagna.

L’Emilia Romagna è una regione italiana con una storia gastronomica molto ricca. Noi abbiamo evidenziato nel tempo qualche ricetta tipica, i locali dove siamo stati a mangiare e che ci hanno convinto, qualche scheda di vino … insomma alcune informazioni che vi potrebbero tornare utili